Le maioliche: la ceramica dell’isola di Maiorca

La ceramica nasce storicamente come un prodotto artigianale povero, oggetto di uso quotidiano. Rappresenta una delle più grandi invenzioni dell’umanità e segna il passaggio dalla caccia e del raccolto all’agricoltura e all’allevamento del bestiame.
Nel Rinascimento la ceramica diventa una ricerca di stile, nella quale il singolo maestro applica tutta la sua arte. Le maioliche sono state apprezzate in tutto il mondo e hanno avuto il loro periodo di massimo splendore ed espressione artistica tra il 1500 e il 1700.

A Firenze e in Emilia Romagna gli artisti della maiolica danno vita a nuove forme interpretative, introducendo la figura umana nella terracotta smaltata.

Storia delle maioliche

Poco dopo il XV secolo a Faenza, con il caposcuola Luca della Robbia che introdurrà delle innovazioni stilistiche nella ceramica italiana. La colorazione assume un’intensità diversa, i motivi delle foglie assumono forme più plastiche. Ed è per questo che saranno gli artigiani faentini a realizzare le prime brocche, piatti e targhe nei quali la figurazione ricopre l’intera superficie interna, con i motivi decorativi riportati sui margini estremi.

Il Pellipario, “bello o istoriato

Urbino diventò, a partire dalla fine del XV secolo, un vero e proprio centro di un processo di diffusione stilistica. Il maggior rappresentante è Niccolò Pellipario. Egli produce soggetti d’ispirazione cavalleresca e le sua attività è formata principalmente da vasi e servizi da tavola, le cui raffigurazioni si ispirano al mondo classico. È un artista che usa la maiolica come pretesto occasionale e fortuito per dare vita alle sue pulsioni stilistiche. Ed è proprio grazie a Pellipario che Urbino è stata un punto di riferimento per tutti gli amanti della maiolica e della ceramica in generale.

La fama di Pellipario è legata all’adozione dello stile “bello o istoriato”.

Corteo Bacchico - Niccolo Pellipario

Niccolò Pellipario, piatto del Corteo bacchico con sileni e satiri che sostengono Sileno

Le maioliche nel ‘500 e ‘600

Mentre fino alla fine del ‘400 piatti e boccali rimandavano ad un unico modelli, nel secolo successivo furono introdotte nuove forme. Piatti scannellati, orci e boccali ripropongono in ceramica quei manufatti dapprima costruiti con il metallo, ferro, bronzo o argento. 
Se Urbino è il centro di uno specifico modo d’intendere la maiolica, rivolto alla raffinatezza estrema, Faenza, verso la fine del ‘500, inverte la tendenza. Le realizzazioni dell’arte maiolica di Faenza sono rivestite da uno smalto bianco brillante, decorati con una tecnica “a compendiario”, con pochi colpi ti pennello. I soggetti sono realizzati con estrema cura e con una motivazione classicheggiante.

La famiglia Guidobono e la Liguria nelle maioliche del ‘600

Verso la fine del ‘500 cessano le condizioni di ricchezza e tranquillità che avevano permesso il nascere e lo svilupparsi delle varie linee stilistiche e di tendenza cromatica. Nonostante ciò anche il ‘600 ha una particolare impostazione stilistica, grazie alla produzione della famiglia ligure di Guidobono. Grazie a questa famiglia la Liguria supera la Toscana in merito alla produzione artistica di maiolica.

I temi liguri che hanno caratterizzato l’arte del 1600 si ispirano ad una forte raffinatezza. La forma rimarrà pressoché standardizzata, la cura degli artisti rivolgerà soprattutto sulla decorazione. Con ciò è possibile affermare che la maiolica italiana rappresenta una vera e propria forma artistica, paragonabili alle arti “maggiori”.
È proprio grazie a ciò che l’Italia diventa il modello ideale a cui tutti gli altri artisti si ispirano, nel ‘500 e nel ‘600.

Le maioliche oltre Penisola

Verso la metà del ‘600 l’Italia ha dovuto confrontarsi con la produzione di maioliche in altri stati, quali la Spagna, l’Olanda e la Francia.

Spagna

In Spagna l’uso della maiolica risulta essere già affermato all’arrivo in Italia. Difatti, il nome maiolica deriva dal nome dell’isola di Maiorca, noto luogo di smistamento di ceramiche. Vengono utilizzati, per la realizzazione delle maioliche, smalti policromi e decorazioni a sbalzo.

Olanda

Nei Paesi Bassi, verso la seconda metà del ‘500, viene a crearsi uno stile molto particolare. Imponente, imperiale, basato sulla decorazione piuttosto che sulla forma, in quanto queste ultime saranno tendenzialmente le stesse. Essendo l’Olanda un Paese protestante, i temi della decorazione sono ispirati al Vecchio Testamento. Lo stile delle maioliche è basato su uno sfondo bianco e dipendeva anche dalla politica effettuata dalla “compagnia delle Indie” che nel ‘600 importava dalla Cina manufatti tipici della regione.
In quegli anni nasce il periodo della contraffazione perchè, se da un lato i paesi cinesi producevano prodotti destinati al mercato olandese, gli olandesi avviavano una produzione che tendeva ad imitare i modelli orientali La produzione sarà cospicua a tal punto da attribuire il nome “cineseria” a questo tipo di contraffazione. La storia della maiolica olandese è al declino quando inizia l’invasione della maiolica europea in generale, perdendo importanza e fascino. L’unico oggetto che dominerà la scena sarà la mattonella “olandese”, utilizzata come rivestimento nelle dimore dei nobili.

Francia

Un altro Paese europeo in grado di trasmettere ed applicare un particolare stile alla maiolica è la Francia. In questo stato l’influenza italiana è molto più tangibile, grazie soprattutto al Rinascimento (‘400-‘500). Parigi e Nevers diventano il fulcro della produzione delle maioliche francesi. Anche qui si diffonde la moda delle “cineserie” del mercato olandese. I temi orientali si fondono con la ricchezza del “barocchetto” francese.

Nel tardo ‘600 la geometria diventa l’ispirazione degli artigiani maiolicari francesi, caratterizzata da segni sottili, disposti secondo un ordine ben preciso. Nevers, acquisendo sempre più importanza nel corso degli anni, diventerà la prima della tante “fabbriche” di maioliche, in grado di imporre un proprio stile. Secondo alcuni studiosi, nella “fabbrica” di Nevers individuano un Secondo Rinascimento, volto ad eliminare i preziosismi del Primo Rinascimento

La maiolica cede il passo alla porcellana

La maiolica ha sempre dovuto adeguarsi allo stile delle porcellana, materiale più prestigioso. Nel 1800 la maiolica è divenuta la porcellana “dei poveri”, per avere un successivo apprezzamento nei primi del ‘900. In questi anni torna nuovamente in auge come simbolo di prestigio, rappresentando un valido investimento, dovuto ad una rivalutazione economica. Secondo alcuni, la differenza sostanziale tra la maiolica (e la ceramica in generale) e le porcellane è che le prime sono legate alla modernità, mentre le seconde al gusto classico.
In quegli anni nascono le prime linee di maioliche firmate, con motivi di natura geometrica, avicinandosi al Secondo Rinascimento francese.

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Articolo a cura di Carlo Spada

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