I mobili Biedermeier

Il Biedermeier è stato un movimento artistico sviluppatosi tra il 1815 ed il 1848. È utilizzato per indicare uno stile di vita tedesco e i mobili che lo rappresentano.Il nome Biedermeier deriva dalla fusione dei due nomi Biedermann e Bummelmaier, personaggi presenti all’interno delle opere del poeta Viktor von Scheffel.

Lo stile Biedermeier

Subito dopo il Congresso di Vienna nelle varie nazioni si è assistito ad un incremento della creatività di giovani artigiani, stimolati dalla crescente domanda da parte della borghesia, intenta ad arricchire le proprie abitazioni. Grazie a ciò, nei primi del’800 nella capitale si contavano quasi 900 ebanisti.
Grazie al progresso tecnologico e alla rivoluzione industriale, è stato possibile adottare l’uso di modelli standard, proponendo ai clienti dei cataloghi di disegni e l’acquisizione di ordinativi che permettessero di programmare la propria attività.

Lo stile Biedermeier si è imposto in Austria e in Germania come stile rispecchiante la semplicità e il rigore della quotidianità della vita borghese. La razionalità delle linee e delle forme, unite alla semplicità del gusto hanno permesso al Biedermeier di essere uno tra gli stili caratterizzanti della storia del mobile e dell’arredamento della seconda metà del 1900. È ricordato, inoltre, per essere un punto di rottura tra Classicismo e Modernismo. Questo stile rivede, corregge, amplifica e razionalizza disegni, linee e forme, configurandosi come una sintesi dei decenni precedenti, ispirandosi al mondo classico Greco e Romano, al neoclassicismo Francese e Italiano. La sua particolarità è dovuta al fatto che stato capace di inventare dei modelli del tutto nuovi. Il Biedermeier ha dato vita alle forme del movimento Arts and Crafts e alle linee geometriche dell’Art Deco.

Fine ‘800 e ufficializzazione del termine Biedermeier

Verso la fine dell’800 il Biedermeier ha visto una maggiore industrializzazione di mobili, sulla base di idee innovative dei giovani disegnatori ebanisti. Un grande contributo è stato apportato da Hoffmann e dai suoi seguaci.
Il termine Biedermeier è stato ufficializzato nell’enciclopedia Meyer soltanto nel 1903, applicando questo termine allo stile dei vita che riflettevano gli interni degli appartamenti borghesi, anche se a un livello di considerazione ironica e sarcasticamente non positivo.
I mobili identificati con questo termine erano prevalentemente quelli a cavallo tra il 1815 e il 1830.

Biedermeier in Italia

In Italia, all’inizio del ‘900, in concomitanza con lo stile Liberty e Deco, si è assistito ad una riscoperta degli stili appartenenti al passato. Bologna fu famosa per aver aver creato la moda del Seicento bolognese. I mobili venivano lavorati con una tinta noce scuro o ebanizzati, le teste degli angeli e le borchie erano in ottone, le maniglie e decori, dettagli immancabili in quello stile.

L’intarsio

L’intarsio veniva utilizzato anche nel periodo Biedermeier, anche se in misura minore rispetto alle epoche precedenti. Veniva utilizzato al fine di alleggerire la struttura, decorando il mobile con motivi e disegni contrastanti rispetto alla materia prima utilizzata. I protagonisti degli intarsi dell’arredamento Biedermeier erano ebano, acero, betulla, tuia, olmo e pioppo.

Ebanizzazione

L’ebano era un materiale molto consistente proveniente dai paesi tropicali, considerato come una pregiata merce di importazione. Motivo per cui non era facilmente reperibile, sia per l’alto costo di trasporto che per il costo del materiale in sè. Per tale motivo è divenuta più frequente la tecnica dell’ebanizazione, che permetteva, grazie all’utilizzo di tinte concentrate e resistenti alla luce, di ottenere l’effetto ebano, assolutamente non distinguibile dalla lavorazione dell’ebano originale.
Questa tecnica veniva adoperata alle colonne esterne ai mobili, cornicioni, frontoni, obelischi, basamenti, ringhiere dei ripiani a ribalta, sedie, poltrone e a qualsiasi elemento decorativo che dovesse avere un risalto dal colore di base. La massima esasperazione della tecnica dell’ebanizzazione si è manifestata nella tinteggiatura di colore nero e lucidatura a gomma lacca delle superfici dei mobili.

Il mobile Biedermeier – stile e oggetti realizzati

Il mobile Biedermeier è caratterizzato da linee rette, geometriche, pulite ed essenziali. I principali mobili d’arredamento realizzati sono: secrétaires, armadi, librerie, credenze e sedie.

Credenza Biedermeier
Credenza Biedermeier

Secrétaires

I secrétaire si configura come protagonista di un arredamento di alto livello sociale. Veniva posizionato nel salotto o nello studio, destinati ai momenti di raccoglimento dell’uomo di casa.
La parte inferiore, chiusa, solitamente era formata da tre cassetti o due sportelli con ripiani o cassetti interni. Potevano essere arricchiti da colonne, semicolonne, lesene collocati sugli spigoli frontali. Il secrétaire è un arredamento tipicamente viennesi, ad oggi conservati nei musei o in particolari collezioni.
I più tradizionali erano caratterizzati da proporzioni perfettamente equilibrate e richiami all’architettura greco-romana.

Armadi

L’armadio del periodo Biedermeier era verticale, con uno o due sportelli. La parte frontale del mobile poteva essere arricchita da colonne laterali ebanizzate. La sommità presentava un timpano che ne alleggeriva la struttura, richiamando l’arte dell’antica Grecia.
Gli armadietti (argentieri), invece, erano molto più piccoli degli armadi, chiedendo minore spazio di collocazione. Il loro utilizzo non era destinato a contenere capi di abbigliamento bensì accessori e oggetti della vita quotidiana.

Librerie

A uno, due o tre sportelli, con profondità inferiore a quella degli armati, le librerie erano dotate di un fronte vetrato, arricchite da motivi applicati ai vetri.
Il vetro era impreziosito da cupole, mongolfiere, archi a sesto acuto, frecce, diagonali ecc, applicando le decorazioni nella parte esterna degli sportelli. Non sempre erano destinate ad essere osservate dai visitatori; potevano essere montate delle tendine per nasconderne l’aspetto.

La moda dei mobili Biedermeier in Italia

Lo stile Biedermeier, soprattutto quello sviluppatosi nella penisola scandinava, è stato molto richiesto in Italia dal 1985 fino alla fine degli anni ‘90. Noi antiquari durante questo periodo andavamo spesso ad acquistare questo genere di mobili in Svezia e Danimarca. A rendere ancor più interessante lo stile Biedermeier scandinavo rispetto a quello “continentale” tedesco e austriaco sono i legni locali usati, essenze di colore chiaro quali Frassino e betulla conferiscono un aspetto particolare, quasi “moderno” segreto a mio avviso del successo commerciale di questa tipologia di mobili.

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Articolo a cura di Carlo Spada

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